lunedì, ottobre 18, 2004
197. INT. BLOG "DLC" - recensione - NOTTE
Questo che vi metto sotto è la recensione su "Un giorno da Re" che ha scritto Mauro Brondi sulla rivista di critica cinematografica "Effetto notte online".
Come mi ha detto anche lui, logicamente ogni giudizio è soggettivo ma sicuramente porta a riflettere e a maturare. Sono molto contento che abbia apprezzato tante cose ma anche che ne critichi altre...solo cosi ci si può interrogare sul proprio lavoro. Lui ad es. non è d'accordo su come sia stato costruito il finale mentre altre persone, invece, lo hanno molto apprezzato. Far vedere un proprio lavoro vuol anche dire mettersi in gioco e saper accettare complimenti e critiche!!!
La Recensione:

di Mauro Brondi
Questo che vi metto sotto è la recensione su "Un giorno da Re" che ha scritto Mauro Brondi sulla rivista di critica cinematografica "Effetto notte online".
Come mi ha detto anche lui, logicamente ogni giudizio è soggettivo ma sicuramente porta a riflettere e a maturare. Sono molto contento che abbia apprezzato tante cose ma anche che ne critichi altre...solo cosi ci si può interrogare sul proprio lavoro. Lui ad es. non è d'accordo su come sia stato costruito il finale mentre altre persone, invece, lo hanno molto apprezzato. Far vedere un proprio lavoro vuol anche dire mettersi in gioco e saper accettare complimenti e critiche!!!
La Recensione:

di Mauro Brondi
Un giorno da re è una commedia sapientemente girata, ben recitata, costruita sui principi classici della suspense hitchcockiana, che cade purtroppo nel finale rischiando di toccare senza la necessaria convinzione certi immaginari del trash, o del kitsch. Ma andiamo con ordine. Il corto si apre con le immagini del matrimonio di Emanuele Filiberto, tratte da un servizio televisivo. Al mondo televisivo si contrappone la storia di tre personaggi (Luca, Tony e Marco: il "furbo", il sospettoso e il sognatore) su un auto intenti a pianificare un furto in un appartamento. La vicenda ruota intorno ad un anello che i tre personaggi vorrebbero rubare credendolo di enorme valore. Ovviamente, oltre al fatto di non avere un mercato, l'anello (la cui proprietaria è una ragazza in partenza per le ferie) non si trova in casa. Fra coincidenze, mosse inaspettate e chiavi che bloccano le serrature Marco, entrato rocambolescamente nell'appartamento della vicina troverà ancora più rocambolescamente l'anello che infilerà al dito di un manichino, davanti alla televisione e al matrimonio di Emanuele Filiberto.
Se abbiamo deciso di raccontare la storia (ma vale la pena vedere il corto perché le gags sono ben costruite e il modo in cui Alessio Fava ha girato merita la visione) è perché Un giorno da re ci sembra un bell'esempio per aprire un discorso relativo a due aspetti dell'arte del cortometraggio: la storia, e nello specifico la necessità del finale, e la ricerca compositiva, o formale. Qui la necessità del finale, intesa come necessità di chiudere la storia, porta ad un calo della tensione che è un calo delle aspettative. E non ci sembra un caso che questo finale poco ispirato porti ad un abbassamento formale. Là dove prima Alessio Fava aveva composto il film grazie ad un montaggio alternato, veloce, e anche originale per un corto di produzione italiana, nel finale ci troviamo in una situazione statica (un manichino insieme al personaggio più passivo del film) e visivamente poco accattivante. Se per tutto il corto la poetica era quella dell'azione e dei volumi (le scale, gli appartamenti, gli ascensori) nel finale ci troviamo in una situazione semplificata, neutra, piatta. Necessità della storia e abilità da parte del regista di muoverla a suo piacimento, tra queste due linee labili spesso si gioca la bellezza di un film.
Ma il corto merita una citazione anche per un progetto ben più ampio del suo autore: Un giorno da re infatti è diventato nel giro di un anno un vero e proprio caso sulla rete. All'indirizzo http://dietrolacinepresa.splinder.com potrete trovare, come in un diario, tutte le fasi dettagliate della produzione giorno per giorno: dall'idea fino ai preparativi per le riprese, dai problemi "esistenziali" fino ai malanni del regista, per arrivare alle riprese e al montaggio. Lo scopo è quello di tenere un diario e fornire un servizio a giovani autori che non sanno da che parte incominciare. Su questo blog, diventato anche community per le molte persone che lo hanno frequentato, si possono trovare informazioni tecniche, curiosità, segreti e problemi che si incontrano durante la produzione di un corto. Un'esperienza che ci sembra anche un progetto-pilota, complesso, ma interessante e utile che potrebbe essere facilmente esportato, per entrare nel mondo di chi il cinema lo fa per mestiere.


